Comune di Vialfrè


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Via Don Vercellis, 2 10090 Vialfrè TO
Telefono: 0125 739101
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Sito web: www.comune.vialfre.to.it

DESCRIZIONE

Sull'antica via per Macuniacum si sviluppa l'insediamento che poi si trasformerà in borgo, con relativo castello: Gualfredus è chiamato, nelle antiche carte, questo borgo costruito a cavallo della Morena, in posizione dominante. A metà del 1200 Vialfrè è feudo dei Conti di S.Martino. Mancano poi notizie su Vialfrè durante la guerra del Canavese del 1300; sappiamo però che la gente di Vialfrè prende parte al Tuchinaggio, distruggendo l'antico castello dimora dei feudatari. Il Tuchinaggio (1386-1391), è una rivolta popolare della gente delle montagne, delle colline e delle pianure canavesane contro i feudatari locali, con risvolti economici, politici e sociali importanti.

Intorno al secolo XIV la popolazione si rifugiò, durante le guerre tra i San Martino e i Biandrate, nella parte più alta del colle difesa dalle mura ed in cui erano contenuti ricetto e castello. Pochi resti rimangono dell'antico castello dei San Martino e qualche rudere del Monastero di San Nicola, al quale la tradizione popolare collega il tragico episodio della peste del 1630. Poco lontano da questi, sopra un colle, sorge il santuario, a pianta circolare, di San Maria della Rotonda. Nel secolo XVII a Vialfrè i Perrone presero il posto dei Conti di San Martino, poi si susseguirono altre famiglie fino ad arrivare al 1665 quando vennero eletti Tommaso Cauzono e Bartolomeo Baratono come sindaci e così via.

DA VISITARE

Area Naturalistica "Pianezze" e Parco Artistico di "Land Art": situata a 1,5 Km dal paese l'area naturalistica è un territorio che alterna a splendide radure, boschetti di rovere, di acacie, di castagno di bagolaro, di pioppi ecc... Al centro del parco si può ammirare l'opera di land art di grandi dimensioni di Lidia Masala, nata da un progetto di riqualificazione attraverso un forte segno artistico, è  realizzata  tutta in pietra con la tecnica dei muretti a secco,

Il lago Paolet: È situato in una depressione tra due cordoni morenici, attribuibili alla pulsazione glaciale del Pleistocene medio; la sua alimentazione, non esistendo un immissario, è dovuta esclusivamente ad acque meteoriche (piogge).

Ricetto: Costruto nel punto più alto del paese, ben difeso da mura in pietra e da un fossato con ponte levatoio, il ricetto veniva utilizzato per  immagazzinare le granaglie, il vino e altre vettovaglie; in caso di pericolo vi potevano trovare rifugio anche gli abitanti del paese. L’allarme era dato da uomini, di guardia presso le torri, che controllavano il transito di gente armata lungo le vie di comunicazione. Al suono del corno o della campana, la gente fuggiva dalle campagne e si rifugiava nel ricetto.

La chiesa di San Michele: Dedicata a San Michele Arcangelo, fu eretta all’inizio del 1700 su iniziativa dell’allora parroco don Michele de Marchi su terreno di sua proprietà ed a sue spese. La chiesa è posta all’inizio del paese arrivando da San Martino. I vecchi del paese raccontano che, durante una delle tante guerre del passato, passò da Vialfrè un Generale, che probabilmente stava fuggendo dopo una sconfitta e aveva con sè una cassetta di monete. Chiese a chi abitava vicino al luogo dove ora sorge la chiesa di conservare il tesoro, sperando di poter tornare a riprenderlo quando la guerra fosse finita. Volle però una solenne promessa: se non fosse tornato, il tesoro sarebbe stato utilizzato per costruire proprio lì una chiesa in onore di San Michele (era forse il suo nome?). Si fece anche promettere che a fianco alla chiesa sarebbe stato costruito un campanile con una piccola campana, che doveva essere usata durante i temporali, per tenere lontana la grandine.

Chiesa di San Pietro: L'antica parrocchiale dedicata a San Pietro, situata a pochi passi dal paese, presenta un'unica navata priva di abside ed un campanile databile alla fine del XI sec. che testimonia l'origine Medioevale della chiesa. Dopo la ricostruzione in epoca più tarda, dell'edificio romanico originario è rimasto integro solo il campanile a pianta quadrata che presenta molte analogie costruttive e stilistiche, con quello di Fruttuaria a S. Benigno e di Santo Stefano a Ivrea. Alla base la torre campanaria non presenta decorazioni ed aperture ad esclusione di un porta murata mentre, i tre piani superiori, sono evidenziati dalle classiche cornici di archetti pensili che delimitano le lesene angolari. Nei piani, dal basso verso l'alto, le aperture seguono la tipica successione: feritoie, monofore ed eleganti bifore all'ultimo piano, sostenute da sottili colonne in pietra con capitello a stampella.

Chiesa Parrocchiale S.S. Pietro Paolo: Dedicata alla concezione di Maria Vergine, trova al culmine della collina dove si sviluppa il paese in prossimità del punto da cui si accedeva all’antico ricetto. Inaugurata nel 1767, presenta un’imponente facciata in mattoni, accompagnata da un alto campanile. L’interno è costituito da un’antica navata impreziosita da  decorazioni barocche e da tre altari.

 

EVENTI – SAGRE – MANIFESTAZIONI PRINCIPALI

Gran Bal Trad: giugno

Apolide: luglio

Festa del santo Rosario: ottobre

Ultimo aggiornamento (Giovedì 10 Maggio 2018 15:32)

 

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